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Informazione sulla città: Caldarola

Le città / Regioni

Paese:Italia
Regione:Марке
Città:Caldarola
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Posizione geografica
Le Marche, la cui forma ricorda un rettangolo, comprendono l’intero versante adriatico dell’Appennino umbro-marchigiano; il territorio è costituito per due terzi da colline e per un terzo da montagne, mentre mancano vere e proprie pianure. Al pari dell’Umbria e della Toscana, le Marche sono dunque una tipica regione collinare: l’altitudine media è di 500 metri di quota. La forma del territorio nelle sue linee generali è semplice: nella parte più interna si sviluppa, in direzione meridiana, l’Appennino umbro-marchigiano, formato da una serie di “quinte”, in linea di massima sempre più elevate e compatte col procedere da nord (dove, con il monte Fumaiolo, di 1.407 m, si saldano all’Appennino tosco-emiliano) verso il centro, dove si innalza l’aspro massiccio calcareo del Catria (1.702 m), e ancor più verso sud, dove il sistema culmina, al confine con l’Abruzzo, nei monti Sibillini (monte Vettore, 2.478 m), dai caratteri nettamente alpestri.
Quasi tutti i più agevoli valichi appenninici tra le Marche e l’Umbria si concentrano perciò nella sezione settentrionale (Bocca Trabaria, 1.049 m; Bocca Serriola, 730 m; passo della Scheggia, 575 m). Dall’Appennino poi si dipartono le dorsali secondarie, definite anche come Subappennino, tra loro parallele, intercalate dalle valli in cui scorrono i fiumi diretti al mare. È questa la vasta fascia collinare, che giunge sino all’Adriatico con dossi tondeggianti, in genere via via meno elevati; ma proprio sulla costa si erge un promontorio dirupato, quello del monte Conero (572 m), che in effetti, anche per la sua natura rocciosa, viene ritenuto un’estrema propaggine dell’Appennino vero e proprio. Il litorale, quasi ovunque diritto e non adatto ai porti, si sviluppa per 175 km, immediatamente ai piedi delle colline; in alcuni tratti la larghezza della fascia costiera si restringe addirittura a poche decine di metri.
I fiumi sono numerosi; scendono ripidi all’Adriatico, pressoché paralleli l’uno all’altro, con andamento cioè a pettine, e a volte con gole incassate (ad esempio la Gola del Furlo, incisa dal torrente Candigliano, affluente del fiume Metauro). Hanno tutti un bacino idrografico esiguo, così come modesta è la lunghezza del loro corso, in genere inferiore ai 100 km; hanno regime torrentizio, con magre molto forti nei mesi estivi e due massimi, in primavera e in autunno. Si ricordano l’Esino, che sfocia a nord-ovest di Ancona; il Foglia (90 km), che sfocia presso la città di Pesaro; il Metauro (110 km), che raggiunge il mare all’altezza della cittadina di Fano; il già ricordato Tronto (115 km), che segna per un certo tratto il confine con l’Abruzzo.



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